
Con una strana sequenza di eventi, che in 15 giorni condusse dalla proposta di costruzione a Vignola del supermercato, al rifiuto del Comune stesso, perché, mentre la Coop di Vignola faceva la stessa richiesta, offrendo le stesse condizioni, a Spilamberto, la giunta di allora, approvava la costruzione di una Coop nel giro di pochi giorni, offrendo a Vignola la scusa per rifiutare, essendo questa nuova Coop a soli 3 km. dall’altra. Operazione ben descritta in “Falce e Carrello”.
Insomma: Vignola poteva averlo un nuovo polo scolastico, e poteva avere anche più concorrenza a favore dei cittadini, come dimostrano le rilevazioni che ogni anno inseriscono Modena fra le province dove la spesa costa di più. Oggi senza pudore un sindaco che faceva parte anche della Giunta precedente, dice che il nuovo polo è vittima della crisi? Che tanto non serve?
La risposta è la seguente: se non serviva, perché tentare di alienare proprietà del Comune per costruirlo, inserire una tassa di scopo, e poi, perché vendere quando si può avere un forte finanziamento da un privato? Ai cittadini la risposta al quesito.
(Avv. Gian Paolo Lenzini, Vice coordinatore regionale – PDL)

