
Secondo gli inquirenti, l’azienda avrebbe emesso le fatture per operazioni inesistenti. Dei 12 milioni, nove sarebbero elementi negativi di credito detratti illegalmente per realizzare un credito fittizio di imposta nei confronti dell’Erario per circa 2,4 milioni di euro di Iva.
L’inchiesta ha portato a individuare altre tre imprese con sede a Roma e Fiuggi, tutte riconducibili agli stessi indagati, completamente sconosciute al fisco.
Per i reati contestati la pena va da un anno e sei mesi a sei anni. Le indagini proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nel giro di fatture false.

