
Come illustrato da Pia Marconi, del Dipartimento della Funzione pubblica da cui Mettiamoci la faccia dipende, l’intenzione è quella di andare verso la massima interattività e verso una più ampia applicazione ai servizi web del progetto. Si è rilevato infatti, e così hanno confermato diversi dei relatori presenti, che è nei servizi di tipo impersonale, dove manca il rapporto diretto con un addetto (telefonici ma soprattutto internet), che il grado di soddisfazione cala e la necessità di individuare le migliori modalità di fruizione del servizio e la facilità di accesso risulta più evidente. “Non parliamo nemmeno di servizi web di tipo puramente informativo – ha spiegato Pia Marconi – ma di servizi interattivi, di seconda o terza generazione”. Un percorso che il Comune di Sassuolo ha già attivato, con otto diversi servizi web su cui è possibile esprimere il giudizio tramite emoticons, alcuni dei quali (iscrizione ai nidi on-line, multe e verbali on-line, pratiche edilizie on-line, iscrizione al premio letterario on-line, modulistica on-line) altamente interattivi, con la possibilità per l’utente di fruire direttamente di un servizio tramite la rete. Per questo, dopo la relazione dedicata proprio ai “Vantaggi dell’applicazione a più canali”, svolta dal Comune di Sassuolo tramite il referente del servizio Corrado Roncaglia e Alfa Billocci di Kepos, che ha curato la parte tecnica di applicazione sul web, le richieste di informazione e chiarimento dei presenti sono state molteplici.
Altri fattori, problemi e idee di sviluppo emersi nel convegno: la possibilità di usare lo strumento Mettiamoci la faccia anche in “modalità discontinua”, vale a dire per servizi o eventi particolari e ad hoc. La possibilità di estenderlo a tipologie di servizi differenti da quelli delle pubbliche amministrazioni, ma connessi ad esse quanto a prestazioni per i cittadini (esempio, le multiutility). Infine la necessità di alcuni adeguamenti, in particolare delle motivazioni di insoddisfazione standard, rispetto al tipo di servizio (in particolare web) o di ente erogatore (per esempio nel caso dei servizi sanitari).
Qualche dato infine, sui risultati più recenti rilevati di “Mettiamoci la faccia” a livello nazionale. Per un’alta percentuale degli enti partecipanti i rilievi effettuati hanno determinato una riorganizzazione più funzionale a favore dei cittadini del front office (nel 40% dei casi) o del sito istituzionale (25%). Nel 30% dei casi la rilevazione con faccine è entrata nei sistemi di incentivazione del personale, nel 20% dei casi è stata adottata fra i fattori che determinano il raggiungimento degli obiettivi annuali dell’ente. Infine, dopo un primo periodo di comprensibile diffidenza, si rileva che oltre il 90% del personale coinvolto nel sistema si dichiara disponibile e propositivo nella sua adozione, mentre il 6% ha sollevato richieste di chiarimenti e rilievi e solo la restante percentuale si è espressa negativamente ma, hanno sottolineato i responsabili, “senza nessun caso conflittuale”.

