
Il progetto di ricerca, che ora ha ricevuto un finanziamento governativo di oltre 6 milioni di euro, è diretto dal prof. Michael A. Rogawski della Clinica Neurologica dell’Università della California a Davis (USA), ed ha come obiettivo lo studio della terapia preventiva con un composto naturale, l’allopregnanolone (che è prodotto dalle stesse cellule del cervello), allo scopo di impedire la comparsa dell’epilessia dopo un grave trauma cranico, eventualità questa sempre possibile nel caso di incidenti stradali o nei luoghi di lavoro.
“Si tratta di una scommessa – dice il prof. Giuseppe Biagini – volta a sfatare il mito che non sia possibile realizzare una terapia efficace in grado di prevenire l’insorgenza di epilessia successivamente ad un evento lesivo del tessuto cerebrale”.
Questo progetto nasce da una collaborazione instaurata cinque anni fa tra la Clinica Neurologica dell’Università della California a Davis ed un gruppo di ricercatori dell’Ateneo emiliano. Infatti, cinque anni fa il prof. Michael A. Rogawski, in seguito ad un viaggio di lavoro in Italia, durante il quale ha avuto modo di visitare a Modena il Laboratorio di Epilettologia Sperimentale del Dipartimento di Scienze Biomediche, ha avviato un fitto scambio di informazioni scientifiche col gruppo di ricerca coordinato dal prof. Giuseppe Biagini.
L’interesse e la curiosità dello scienziato statunitense hanno riguardato in particolare gli studi che si conducevano a Modena sulla sintesi di allopregnanolone e dei sui effetti preventivi sulla comparsa di epilessia, giungendo a proporre ai colleghi modenesi uno studio traslazionale per cercare di dimostrare che i risultati ottenuti a Modena in modelli di studio dell’epilessia possono essere replicati con successo nei pazienti affetti da grave trauma cranico e lesione cerebrale.
Questa intuizione è stata poi coronata da successo: il progetto del prof. Michael A. Rogawski è risultato essere tra i soli quattro, su centoquaranta, che hanno beneficiato di un finanziamento governativo.
“Questo progetto – scrive il prof. Michael A. Rogawski – è stato reso possibile grazie ai risultati preliminari ottenuti a Modena e potrebbe ulteriormente rafforzare la collaborazione fra i due gruppi di ricerca. Se avrà successo, potrà finalmente dotare il clinico di un’arma potente per prevenire una malattia assai invalidante quale è l’epilessia secondaria a una lesione cerebrale”.

