
Nella presentazione, Fabio Vicenzi ha ricordato come il Governo sia tenuto a pagare le sanzioni comminate all’Italia e come la questione delle quote latte, a causa dell’errore di circa il cinque per cento dei produttori, sia già costata al paese un milione e 700 mila euro di mancati trasferimenti europei. «La sospensione del pagamento delle multe – ha sottolineato il consigliere – sarebbe un brutto segnale che costringerebbe l’Unione europea a una procedura di infrazione pagata dall’intera collettività per lo sbaglio di pochi».
Sergio Pederzini (Idv) si è domandato «come mai la Lega sollevi solo oggi una questione che esiste da vent’anni», mentre Luca Gozzoli, capogruppo Pd, ha rimarcato che «tutelando 67 allevatori amici di Bossi che sapevano di essere fuorilegge, si distrugge l’agricoltura italiana». La Lega, ha replicato il capogruppo Denis Zavatti, «è storicamente contro questo sistema di quote contorto e antiliberale che colpisce gli anelli deboli della catena: gli allevatori e i consumatori. Questi allevatori – ha aggiunto – chiedono solo giustizia e una dilazione, non il condono, del pagamento». Ma in questo modo, ha affermato Dante Mazzi, capogruppo Pdl, «si vuole rimediare a una cosa negativa con qualcosa di altrettanto negativo. Se è una dilazione che vogliono si può ottenerla attraverso le banche e non chiedendo al Governo un intervento che ci mette in seria difficoltà» e Davide Baruffi (Pd) ha definito «catastrofico il messaggio che passa quando pagano tutti perché qualcuno non ha rispettato le regole». Per Ennio Cottafavi (Pd) il Governo, «che ne ha i mezzi e la forza, può intervenire tutelando tutti i produttori e la filiera di produzione». Stefano Corti (Lega nord) ha rilevato che «magari gli allevatori sono solo 67 ma producono il 15 per cento del latte e comunque tutti riconoscono che le norme sulle quote sono scellerate» e Bruno Rinaldi (Pdl) ha obiettato che «anche le norme sbagliate vanno contrastate rimanendo nell’ambito delle regole e della legalità».

