
Domani si svolgerà in concomitanza con lo sciopero, il secondo tentativo di conciliazione richiesto dal sindacato Filt/Cgil presso la Direzione provinciale del Lavoro per reintegrare Omar Abir sul posto di lavoro che ha perso ormai 5 mesi fa.
Omar – scrivono Fiom/Cgil e Filt/Cgil – ex delegato sindacale della Filt/Cgil, dopo essere stato ingiustamente sospeso all’inizio del 2010, è stato successivamente posto in cassa integrazione e, una volta rientrato, è stato trasferito in un cantiere di lavoro a 32 km da Modena.
“Un trattamento che consideriamo vessatorio – spiega Sergio Greco della Filt/Cgil – motivato solo dall’impegno di Omar come delegato sindacale per far rispettare i diritti degli altri facchini come lui sul posto di lavoro”.
Nel febbraio scorso – continuano i Sindacati – Omar è stato infine licenziato per futili motivi dalla Cooperativa “La Carpigiana Service” che lo impiegava presso lo stabilimento Cbm di Modena.
“Il licenziamento è assolutamente infondato – spiega ancora Greco – poiché la Cooperativa attribuisce ai suoi comportamenti la responsabilità per la perdita di un appalto, che dipende invece da condizioni oggettive di mercato”.
Lo sciopero di domani è anche per protestare contro la mancanza di diritti dei facchini che all’interno della Cbm, come in tante altre aziende, svolgono mansioni che nulla hanno a che vedere con il lavoro di facchinaggio, senza alcun riconoscimento salariale e senza diritti, subendo il ricatto delle cooperative che possono licenziare senza giusta causa, semplicemente per effetto di delibere di esclusione da socio da parte del Consiglio di Amministrazione, e senza che il giudice del Lavoro possa intervenire.
I lavoratori e le lavoratrici della Cbm chiedono pertanto alla loro azienda che si impegni a far rispettare i diritti dei lavoratori della cooperativa che operano all’interno dello stabilimento.
Fiom e Filt denunciano come all’interno delle cooperative di facchinaggio esistano da anni, anche nella sindacalizzata e civile Modena, situazioni di ricatto simili a quelle di Pomigliano.
“Anche i lavoratori della Cbm hanno i loro motivi per protestare – afferma Massimo Valentini della Fiom/Cgil – denunciano il deteriorarsi dei rapporti aziendali in relazione alle tante contestazioni disciplinari che già da diversi mesi determinano un clima di tensione e disagio, la non agibilità dei congedi parentali per l’assistenza a parenti disabili (legge 104/92) e la non disponibilità dell’azienda a concedere permessi/ferie in concomitanza di lutti di parenti e amici”.
(comunicato stampa a cura di Filt/Cgil – Fiom/Cgil Modena)

