
Il recupero, dunque – spiega una nota di Unacoma-Comamoter – da’ sollievo al settore ma non compensa le perdite dovute alla crisi economica, che ha causato il blocco degli investimenti nell’edilizia e di conseguenza il cedimento del mercato delle macchine e delle attrezzature da cantiere. L’incremento, peraltro, e’ dovuto in buona misura alla scadenza della Tremonti ter, che ha comportato una concentrazione degli acquisti entro il termine previsto del 30 giugno, e non puo’ essere dunque considerato il segnale di un’inversione di tendenza.
Esaminando le tipologie di macchine si nota una crescita molto consistente, 30,2%, delle cosiddette ‘tradizionali’ (apripista, livellatrici, escavatori e pale meccaniche), e una crescita del 13,6% delle ‘compatte’ (miniescavatori, minipale compatte gommate e cingolate), mentre in flessione netta risultano le terne, con un passivo del 32%. Fuori dall’ambito delle macchine movimento terra, si segnalano le macchine stradali (rulli e vibrofinitrici) che registrano incrementi del 22,9%.

