L’agenda parlamentare di Strasburgo indica per il prossimo 8 settembre il voto alla nuova Direttiva europea sulla sperimentazione animale. Il testo della Direttiva pare avere trovato con la nuova relatrice, la tedesca Elisabetta Jeggle, equilibrio tra le esigenze di Commissione, Parlamento e Consiglio.
L’onorevole Tiziano Motti, eurodeputato dell’Udc e membro del Ppe, dà atto alla collega, che fa parte dello stesso gruppo, di aver svolto un gravoso lavoro diplomatico, ma esprime la sua profonda perplessità di fronte a questo testo che ritiene ancora troppo sbilanciato in sfavore degli animali. «La Direttiva, invece di acconsentire ad infliggere ai nostri amici animali un ripetuto dolore, giustificandolo come “moderato”, dovrebbe valutare con maggiore attenzione le moderne metodologie alternative di sperimentazione, come ad esempio quelle basate sui test computerizzati, avviando l’introduzione di misure urgenti e specifiche per garantire rispetto, umanità e giustizia alle altre specie viventi, con particolare riguardo a quelli che permettono all’uomo di essere felice grazie alla loro presenza e al loro affetto e che condividono sentimenti e dolore».
La nuova direttiva pare non escludere, tra l’altro, la sperimentazione anche su cani e gatti randagi e la sperimentazione senza anestesia o senza somministrazione di antidolorifici ad un animale sofferente se il ricercatore lo ritiene opportuno.
Anche per questo motivo l’on Motti ha sollecitato a margine del dibattito sulla nuova Direttiva europea una riflessione urgente della classe politica.

