
Bortone e Cirino hanno indagazto in questo mondo sommerso dei disoccupati per scelta e hanno raccontato storie vere di donne e uomini che hanno voluto dire basta alla sveglia mattutina e agli impegni quotidiani. Alla routine e alla schiavitù del dovere. Come hanno fatto? Sono persone che se lo sono potute permettere, si pensa subito, ed è certo così. Ma non del tutto. E a leggere i racconti di chi ha smesso di faticare (o di chi non ha mai cominciato) si capisce che, se non è generalizzabile il farsi bastare quello che c’è, non è poi così impossibile. Ci vuole spirito d’adattamento e, soprattutto, il saper mettere a frutto le risorse personali e creative.
Resta inteso che per saltare nel mondo dell’ozio, è necessario avere un minimo di disponibilità economica ed essere disposti a pagare il prezzo della mancanza di ruolo sociale. E c’è chi ce l’ha fatta; è indispensabile, in premessa, ridisegnare la scala dei valori, comprendere ciò che è in cima nostre priorità. E avere l’indole per riuscirci. Leggere per credere. Si scoprirà la saggezza contenuta nella citazione di copertina firmata da Guy Debord, filosofo francese del Novecento: “Non lavorare mai richiede un grande talento”. Gli autori del libro saranno intervistati da Francesco Rossetti. Appuntamento alle ore 21 nella sala Abitcoop.

