
Questo dopo che ”proprio a maggio – sostiene Maranelllo – era stato concordato l’utilizzo della flessibilità per far fronte alla variabilità dei mercati soprattutto emergenti come quelli asiatici e ”oggi esistono interessanti opportunità commerciali per circa 100 vetture aggiuntive da consegnare ai clienti per non lasciare spazio alla concorrenza che propone sconti e pronta consegna”.
Sempre a maggio i sindacati avevano ”condiviso con l’azienda l’importanza dell’utilizzo della flessibilità anche per garantire i livelli occupazionali, impegno che la Ferrari ha pienamente onorato. Oggi Fim e Fiom non rispettano l’accordo di maggio e rimettono tutto in discussione in modo pretestuoso: la Ferrari, infatti, ha già un contratto integrativo valido per tutto il 2010 in cui e’ gia’ stabilito anche il premio di risultato”, che ”non subirà variazione a causa dei difetti riscontrati su cinque esemplari della 458 Italia. Gli indicatori di qualita’ infatti hanno una valenza complessiva che non varia per cinque casi isolati”.
”E’ grave e paradossale che oggi, con i mercati mondiali dell’auto instabili e la disoccupazione del settore a livelli mai registrati prima – prosegue Ferrari – vengano proclamati scioperi perchè ci sono opportunita’ di lavoro; in special modo alla Ferrari, azienda che dedica ai propri dipendenti e alle loro famiglie importanti iniziative che la pongono all’avanguardia nel mondo e che hanno un sostanziale impatto economico sui bilanci familiari. Se le organizzazioni sindacali continueranno a indire scioperi durante i sabati comandati, la Ferrari si riserva di intraprendere ulteriori iniziative nelle sedi opportune”.

