I negozi a Modena sono 3mila 486, dei quali 897 in centro storico. La superficie totale di vendita è di 345 mila 374 metri quadrati, pari alla superficie del Comune di Campogalliano. Il 94% sono piccoli esercizi di vicinato e la superficie media è di 99 metri quadrati.. Sono, dunque, 20 negozi ogni mille abitanti che diventano 80 nel centro storico. Ecco, in sintesi, l’identikit per tipologie merceologiche e il trend degli ultimi tre anni.
Alimentari
I negozi che vendono generi alimentari sono 765, uno su cinque. Di questi, 722 sono piccoli esercizi specializzati (drogherie, salumerie, panetterie, pasticcerie, negozi di frutta e verdura, macellerie). A questi si affiancano una quarantina di strutture medio-piccole di super e minimercati di quartiere e i tre grandi ipermercati inseriti in centri commerciali (Grandemilia nella Circoscrizione 4, La Rotonda nella Circoscrizione 3 e I portali nella Circoscrizione 2).
Altre tipologie
I negozi di altre tipologie sono 2 mila 721, dei quali 2 mila 572 di vicinato, 141 le strutture medio-piccole, e 8 le strutture medio-grandi. Anche il non alimentare è composto quasi totalmente (95%) da piccoli negozi di vicinato (principalmente di abbigliamento e calzature, prodotti per la persona, la casa e il tempo libero), ma oltre il 40% della superficie è fatta da negozi più grandi (le strutture di medio-piccole e medio-grandi dimensioni).
Il centro storico
In centro storico, su una superficie pari all’1% della città, si concentrano oltre un quarto (25,7%) di tutti i negozi al dettaglio di Modena e ben il 47% dei negozi di articoli di abbigliamento e accessori. Qui il peso dei negozi di piccole dimensioni, anche per le caratteristiche strutturali dei locali, sale al 98% e si accentua il peso dei negozi non alimentari (85%) rispetto a quelli alimentari (15%).
COMMERCIO, LEGGERA CRESCITA PER IL NUMERO DEI NEGOZI
L’andamento registrato nel triennio 2007-2010, in un periodo di congiuntura negativa e segnato da un calo dei consumi, conferma la sostanziale tenuta del commercio modenese sul territorio comunale, che è anzi in leggera crescita sia in termini di numero di esercizi (+ 2,5%) che di espansione della superficie (+1,3 %).
A determinare l’andamento generale positivo concorrono entrambi i settori merceologici, pur con dinamica differente: il comparto non alimentare con un tasso di sviluppo del 1,6%, quello alimentare con un tasso assai più elevato del 5,5%.
Il centro storico mantiene invariata, negli ultimi tre anni, la propria dotazione commerciale pari a 897 punti vendita (136 alimentari e 761 non alimentari), ma il risultato è frutto di opposte dinamiche interne ai due comparti. Nel triennio è salito infatti il numero dei negozi alimentari con un tasso di sviluppo assai significativo, pari al 7 %; viceversa è diminuito del 1,2% il numero dei non alimentari.
L’aumento registrato nei negozi di abbigliamento e calzature (+1,9%), non è infatti riuscito a compensare il calo di punti vendita specializzati in altre tipologie, in particolare casalinghi, tessili, ferramenta, sanitari. In centro storico si consolida quindi l’uniformità dell’offerta merceologica non alimentare, concentrata per il 36% su abbigliamento e accessori.
COMMERCIANTI A MODENA, META SONO DONNE, ETA MEDIA 48 ANNI
A Modena poco meno di un commerciante su due (46 %) è donna, l’età media è di 48 anni e quasi la metà dei negozianti è anche nato in città. Sotto il profilo della scolarità, il 7,7 % ha una laurea e il 31,3% ha un diploma. Il reddito imponibile medio dichiarato si attesta intorno ai 25 mila euro.
I dati elaborati dall’assessorato alle Politiche economiche del Comune di Modena tracciano l’identikit dei commercianti che operano in città evidenziando anche le trasformazioni degli ultimi anni.
Gli operatori stranieri hanno mediamente dieci anni in meno dei loro colleghi italiani e sono l’8,6%. La percentuale sale al 22 % tra gli ambulanti e tra i gestori di minimarket. Il 63% dei commercianti stranieri, infatti, lavora nel comparto dell’abbigliamento per adulti, nei minimarket e nel commercio ambulante.
Ci sono settori nei quali la presenza dei negozianti stranieri è ancora pari a zero. Nessuno straniero è registrato tra gioiellieri, antiquari, titolari di negozi di articoli sportivi, di cartolerie e ferramenta. Anche tabaccherie e farmacie sono tipologie di commercio in cui gli italiani hanno il monopolio assoluto.
COMMERCIO, INNOVAZIONE TRA IPER E BOTTEGHE SOTTO CASA
A Modena sono oltre 3 mila 400 i negozi e le imprese commerciali (897 in centro storico) che coprono nel complesso una superficie di più di 34 chilometri quadrati, pari all’estensione del Comune di Campogalliano. Sul totale, i negozi alimentari sono 765, mentre sono 2 mila 721 quelli di altre tipologie merceologiche. Sono alcuni dei numeri che disegnano l’identikit del settore commerciale modenese, che sarà tracciato dall’assessore Graziano Pini domani, giovedì 30 settembre, al convegno “Le nuove tendenze del commercio a Modena”, in programma al Baluardo della Cittadella alle 16. Al centro dell’iniziativa, organizzata dall’assessorato Politiche economiche del Comune nell’ambito di “Effetto Modena”, il presente e il futuro del commercio in città tra crisi del modello iper, riscoperta della “bottega sotto casa” e rilancio del centro storico.
“La rete distributiva di una città è parte integrante dell’ossatura del sistema economico, e il ruolo degli esercenti va oltre il mero aspetto reddituale e la semplice funzione di servizio”, afferma Graziano Pini. “Il commercio, oggi più di ieri permette di valorizzare il tessuto urbano, contribuisce all’appeal turistico e, in particolare nelle zone periferiche, non è solo al servizio dei consumatori, ma costituisce anche un elemento di qualità della vita, a vantaggio dell’intera comunità”.
Il convegno si aprirà con la presentazione dei dati più recenti elaborati dall’assessorato Politiche economiche per tracciare l’identikit del settore e degli operatori.
Alla relazione introduttiva di Pini seguiranno gli interventi di due esperti nazionali di innovazione nel commercio: Luca Pellegrini, docente di Marketing all’Università Iulm parlerà di “Città e commercio, un rapporto in continua evoluzione: i modelli della distribuzione organizzata” mentre Fabrizio Valente, responsabile del centro di ricerche specializzato Kiki Lab, svolgerà un intervento su “Innovazione dei format commerciali: esempi di successo”.
Dalle 17.15, moderata dall’assessore Pini, prenderà il via una tavola rotonda pubblica sulle prospettive del commercio in città con Paola Castellini, dirigente della Regione Emilia-Romagna alla programmazione della distribuzione commerciale; Daniela Sirotti Mattioli, assessore provinciale alle Politiche per l’economia locale, i rappresentanti delle associazioni di categoria del commercio di Modena (Confesercenti, Confcommercio, Lapam-Licom, Cna.Com).
In chiusura di convegno, alle 19.15, il sindaco Giorgio Pighi premierà il “Commerciante dell’anno” scelto tra tre nomination indicate dall’assessorato comunale alle Politiche economiche in accordo con le associazioni di categoria.

