
Il segretario Cisl critica l’enfasi data alla disdetta del contratto dei metalmeccanici e ricorda a Baruffi che da sempre i nuovi contratti comportano il superamento di quelli precedenti. Su un punto Falcone concorda con il Pd: questo governo, che non ha la vocazione per concertare e contrattare, non aiuta le relazioni tra sindacati e imprese. D’altra parte, però, qualcuno si è chiamato fuori da solo preferendo la piazza al dialogo.
«Avremmo sicuramente potuto fare di più, ma nessuno può negare – continua Falcone – che abbiamo agito per migliorare le condizioni dei lavoratori rinnovando oltre cinquanta contratti nazionali, tutti firmati anche dalla Cgil (escluso quello dei metalmeccanici). Abbiamo rafforzato la defiscalizzazione a vantaggio del secondo livello contrattuale, moderato l’impatto della manovra finanziaria del governo su scuola e pubblico impiego, contribuito a proteggere il Paese da operazioni speculative. Chi non riconosce questi meriti finge di non guardare in faccia la realtà delle cose».
Falcone aggiunge che la Cisl è costretta a operare in un clima di grande debolezza della politica e di un impoverimento etico che rende tutto più complicato. «La risoluzione dei problemi richiede pazienza, tolleranza e comprensione reciproche. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, altri – conclude il segretario provinciale Cisl – si assumano le loro responsabilità».

