
In particolare l’articolo illustra la possibilità che in questa sede si trovino tracce di almeno tre diversi insediamenti storici: il primo, un santuario del II-I secolo a.C., come testimonia l’iscrizione dedicata a Minerva ritrovata e come confermano grossi blocchi di pietra squadrata; il secondo, una villa urbano-rustica con almeno quattro grandi ambienti, databile fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.; il terzo, dal III secolo d.C. in poi, un insediamento rustico.
Almeno la prima costruzione, il santuario (ma forse non solo), sarebbe stata distrutta in un devastante terremoto con probabile eruzione legata alla presenza di una grande “Salsa”, di cui riferisce anche lo storico Plinio il Vecchio, parlando addirittura del cozzo di due montagne, di fiammate verso il cielo e di pioggia di sassi e fango. Il sisma sarebbe testimoniato anche dalla presenza di un pozzo circolare, deformato in ovale proprio dai movimenti della terra.
Archeo è disponibile regolarmente nella sezione riviste della biblioteca comunale di Sassuolo.
La giunta del Comune di Sassuolo ha già presentato all’Unione Europea un progetto di valorizzazione dello scavo: “I ritrovamenti di Montegibbio – commenta l’assessore alla cultura Luca Cuoghi – testimoniano quanto antiche e profonde siano le radici di chi ha abitato questi luoghi prima di noi e, seppur in contesti storici completamenti diversi, l’importanza che questi luoghi già avevano”.

