
“E’ in pericolo l’esistenza del mio popolo, vi chiedo aiuto”. Ha detto Omar Mih, rappresentante del Fronte Polisario in Italia riferendo che dalle prime ore del mattino è cominciata una dura repressione e si parla di “molti feriti e anche di morti”. Desidero lanciare l’allarme, ha detto, la nostra è una richiesta di aiuto soprattutto al Governo e alla comunità internazionale perché si facciano interventi urgenti per fermare il massacro nei territori Saharawi”.
Siamo segnati dall’apprensione e dall’angoscia ha sottolineato Monica Donini – Se il popolo Saharawi non avesse fatto la scelta della non violenza forse sarebbe sotto i riflettori internazionali. “Facciamo l’impossibile perché se ne parli, sono queste le nostre armi”, è stato l’appello della consigliera Monica Donini, che ha preannunciato una serie di iniziative sul territorio e, per quanto riguarda l’Assemblea legislativa, l’impegno a costituire un coordinamento trasversale delle attività con la creazione di un intergruppo sul Saharawi.
Il consigliere Mauro Manfredini, lodando lo spirito non violento fin qui dimostrato dai Saharawi, in particolare dai giovani “dai quali potrebbero partire scintille, e che si sono fin qui comportati in modo molto apprezzabile”, ha sollecitato un maggiore impegno a sostegno della causa di questo popolo da parte dell’Europa.
“Convengo sulla necessità di fare di più”, ha quindi affermato Luciano Vecchi, primo firmatario della risoluzione. Tengo a precisare che non siamo contro il Marocco. La nostra battaglia – ha detto – va a beneficio della libertà della democrazia del benessere di tutte le popolazioni di quella regione.
All’incontro è intervenuto anche l’ex consigliere regionale, Ugo Mazza, appena tornato dal Sahara occidentale, che ha raccontato di essere riuscito a raggiungere la tendopoli di Gdeim Izike. Nel campo – ha riferito Mazza – si respirava un’aria di gioia, c’erano donne uomini bambini e anziani che rivendicavano uno spazio di libertà che adesso è stato cancellato con un intervento militare: un danno alla libertà di tutti noi. Non è possibile accettare questa situazione di violenza, – ha ribadito – oggi siamo ad una svolta importante di questa vicenda.
Tra i presenti anche molti rappresentanti di associazioni di solidarietà dell’Emilia-Romagna. Giordano Molinazzi, dell’associazione El Ouali di Bologna ha sollecitato un maggiore interesse da parte del mondo dell’informazione. Anche tre giornalisti italiani, come pure alcuni europarlamentari – ha ricordato – sono stati respinti senza poter verificare cosa sta succedendo, eppure – ha detto – in Italia non se ne è parlato.

