
Il progetto, promosso da Provincia, Comune di Carpi, Unione Terre d’Argine e Aimag, beneficia di un finanziamento di 800 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna, cui si aggiunge un contributo di 300 mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. I fondi stanziati coprono interamente i costi dell’opera che sarà realizzata entro l’estate del 2011: acquisto del terreno di proprietà dell’Aimag, progettazione, costruzione, arredi e installazione di pannelli fotovoltaici.
«Lo scopo del progetto – sottolinea Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente – è valorizzare le esperienze più innovative presenti nell’area in materia di recupero di rifiuti viste come un autentico percorso didattico. Al centro servizi, scuole e visitatori troveranno tutti i supporti tecnologici, gli spazi e le iniziative per scoprire tutti i segreti di queste realtà».
Come spiega Simone Tosi, assessore all’Ambiente del Comune di Carpi, «il Parco sarà un fiore all’occhiello per l’amministrazione che già è ai primi posti in provincia per quantità di rifiuti riciclati e punta a potenziare ulteriormente la raccolta domiciliare su tutto il territorio. Si tratta di risultati ottenuti anche grazie ai moderni impianti presenti sul nostro territorio dove impieghiamo le tecnologie più avanzate al servizio della tutela ambientale».
Il fabbricato diventerà un centro multifunzionale di supporto alle attività del parco: dalla didattica alla formazione, fino alle mostre sul recupero dei rifiuti. I visitatori, ma soprattutto le scuole, potranno avvicinarsi alle più moderne tecnologie per il recupero dei materiali dai rifiuti, scoprire come funzionano gli impianti per la produzione di energia pulita e rinnovabile e partecipare ad attività e laboratori formativi.
SARÀ UN CENTRO SERVIZI TUTTO ECOLOGICO CON MATERIALI RICICLATI, BIOEDILIZIA E FOTOVOLTAICO
Il fabbricato che ospiterà il Centro servizi del Parco eco tecnologico per il recupero di materia dai rifiuti di Carpi sarà costruito in gran parte con materiali riciclati (alluminio, vetro, legno), sarà dotato di due impianti fotovoltaici, uno posizionato sul tetto che alimenterà l’edificio, autonomo così dal punto di vista energetico, mentre un grande campo fotovoltaico a terra sarà capace di produrre reddito grazie ai contributi statali de Conto energia.
L’edificio laboratorio del parco sarà dotato anche di una serra, una potenzialità in più per coinvolgere scuole e mondo della ricerca nello studio delle coltivazioni energetiche.
Il fabbricato segue gli indirizzi della progettazione bioclimatica e gli standard più avanzati per quanto riguarda i rendimenti energetici, il riutilizzo e il risparmio delle risorse e la domotica. L’edificio è stato definito “passivo” perché sarà a zero emissioni di anidride carbonica: infatti tutta l’energia utilizzata quotidianamente sarà prodotta dagli impianti fotovoltaici.
Il campo fotovoltaico a terra dovrebbe entrare in funzione già dalla prossima estate, mentre l’intero complesso sarà ultimato entro il 2011.

