
L’iscrizione sul registro degli indagati dei cinque sanitari che lavorano all’ospedale di Vergato rappresenta un atto dovuto per permettere loro di nominare i consulenti per l’autopsia, affidata al medico legale Sveva Borin e prevista nei prossimi giorni. L’esame autoptico fornirà elementi per capire con più precisione quale sia stata la causa della morte, dando così modo agli inquirenti di ipotizzare o meno eventuali colpe mediche.
“Mi pare molto strano – ha detto l’avvocato Mario Paolo d’Arezzo che difende i familiari della donna deceduta – che un ospedale come quello di Vergato non sia idoneo ad intervenire nel caso che un malato sia in pericolo di vita dopo un’operazione”. L’indagine, oltre a concentrarsi sulle cure mediche punta anche a verificare la corretta procedura delle modalità di trasporto tra il nosocomio di Vergato e quello di Bologna. “La famiglia – ha ricordato l’avvocato d’Arezzo – si aspetta verità”.

