
«Sono numeri che confermano l’impegno di tutti i gruppi politici, anche perché le poche assenze sono spesso giustificate da motivi di salute, di lavoro o da impegni istituzionali per chi è anche assessore comunale» sottolinea il presidente dell’assemblea Demos Malavasi ricordando che il Consiglio, escluso agosto, si è riunito mediamente una volta la settimana, mentre sono stati oltre un centinaio gli incontri dei vari organismi nei quali si articola il suo funzionamento: le quattro commissioni consiliari che svolgono il lavoro istruttorio (81 riunioni), la conferenza dei capigruppo (42), l’ufficio di presidenza e la commissione Controllo e garanzia.
«Nel 2011, così come è avvenuto nel 2010, il Consiglio presterà particolare attenzione ai problemi più sentiti dai cittadini – annuncia Malavasi – come la crisi economica e sociale, il sostegno ai lavoratori, alle imprese, alle famiglie per rilanciare la crescita e l’occupazione. E un’attenzione particolare sarà riservata all’elaborazione della nuova programmazione sociale e sanitaria con il Pal. Altri temi al centro dell’attività saranno la scuola e la formazione, argomenti che riguardano i giovani e sono fattori fondamentali di crescita civile ed economica del territorio».
Già nel corso dell’anno appena concluso a questi argomenti sono stati dedicate diverse sedute del Consiglio, tra le quali, ricorda Malavasi, «l’incontro con l’arcivescovo di Modena Antonio Lanfranchi sulla lettera pastorale dedicata alla centralità dell’educazione».
Altri consigli straordinari sono stati dedicati alla Giornata della Memoria, all’ambiente, alla violenza alle donne, all’economia e al lavoro, alla manovra finanziaria. «Temi che riprenderemo anche nel corso del 2011 – spiega Malavasi – dove però saremo chiamati maggiormente a occuparci della definizione del nuovo ruolo delle Province nell’ambito della riforma delle autonomie locali e alla costruzione del federalismo fiscale con l’obiettivo di portare maggiore nella pubblica amministrazione elementi di semplificazione e maggiore efficienza ed equità».
In questa chiave anche le celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, secondo Malavasi, «non devono rappresentare l’occasione per iniziative retorica, ma favorire l’approfondimento di rigorose analisi storiche per ricostruire e rilanciare un’autentica unità del Paese cercando di offire risposte ai problemi e alle contraddizioni che stiamo vivendo sul piano sociale, economico e politico avendo, avendo sempre come orizzonte una nuova unità dell’Europa».

