
L’assessore Tiberio Rabboni che tanto si è lamentato dei presunti tagli del Governo investe i fondi a disposizione in questo modo, penalizzando le aziende agricole che da decenni assicurano lustro alla nostra tradizione rurale.
Perché a beneficiare dei fondi regionali sono sempre gli stessi? Le solite cooperative? Che interessi ci sono in ballo?
Sono numerose le aziende agricole che necessitano di aiuti, soprattutto nelle aree depresse della nostra regione. Da anni le aziende produttrici di Parmigiano Reggiano chiedono alle istituzioni regionali un impegno concreto: l’attuazione di strategie volte all’innalzamento del prezzo del prodotto, contributi per l’abbattimento degli interessi passivi, variazioni del Piano di sviluppo rurale regionale (incentivi per le aziende ubicate in montagna, semplificazione delle procedure per i progetti di filiera), iniziative volte al contenimento dei costi di produzione. Per ora, poco o nulla è stato fatto, si continuano ad aiutare sempre gli stessi, mentre le imprese storiche, vanto per le nostre terre, sono costrette a subire forme di concorrenza sleale da parte delle coop.
La maggior parte delle risorse disponibili vengono concentrate nei progetti di filiera, riservate alle cooperative, solo una minima parte dei fondi è andata a finanziare la Misura 121, volta al sostegno diretto delle imprese agricole private. A tutt’oggi numerose sono le domande inevase presentate da agricoltori privati. Molte aziende hanno già investito cifre consistenti, senza il sostegno finanziario pubblico rischiano di chiudere.
La Regione deve cambiare registro, è inaccettabile che avvenga una monopolizzazione del settore da parte delle grandi cooperative.
(Fabio Filippi)

