
Due giorni prima dell’arresto dei cugini, in un bar alle porte del centro di Modena era avvenuto un pestaggio: i due, con la collaborazione di C.T., secondo le indagini avrebbero picchiato due campani davanti all’avvocato e a D.M.. E’ a questo episodio che si riferiscono gli arresti di oggi. A chiamare i cugini, secondo la Mobile, sarebbe stato proprio l’avvocato che, come rileva l’ordinanza del gip Perla, voleva dare una lezione ai due uomini che avevano fatto da intermediari per l’avvocato nel tentativo di recuperare dei soldi, persi dal professionista nell’acquisto di un’auto da un venditore di Verona. La compravendita era andata male, l’avvocato riteneva di essere stato truffato e aveva sporto querela, contattando poi i due intermediari che avrebbero dovuto mediare con il venditore veronese e farlo rientrare in possesso del denaro, poche migliaia di euro. I mediatori, però, non riuscirono ad aiutare l’avvocato, che venne anche schiaffeggiato dal veronese. Da qui l’idea di chiamare i cugini di farsi restituire i soldi con la forza direttamente dai due intermediari.
Proprio il tentativo di ottenere i soldi persi dall’avvocato dai due intermediari, il tutto aggravato dai metodi mafiosi posti in essere da A.P., noto alle due vittime come uomo del clan dei Casalesi, ha portato la Procura a ipotizzare il reato di tentata estorsione aggravata dall’ articolo 7 della legge 203/1991. L’indagine è stata coordinata dalla Procura presso la Dda di Bologna e dalla Procura di Modena.

