
Il biomonitoraggio della qualità dell’aria mediante licheni, cioè il rilevamento delle alterazioni ambientali effettuato mediante l’uso di questi organismi viventi, si basa sul presupposto che qualsiasi fattore di disturbo che modifichi le condizioni ambientali produce degli effetti sugli organismi viventi e sulle loro comunità e permette inoltre di valutare le relazioni fra elementi contaminanti.
L’indagine, alla quale hanno partecipato attivamente anche studenti di vari corsi di Laurea magistrale dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia, si prefiggeva la finalità di valutare l’efficacia dei licheni come bioaccumulatori di elementi chimici aereo-dispersi, con particolare riferimento a quelli potenzialmente più dannosi per la salute. I licheni sono ottimi bioindicatori dell’inquinamento dell’aria poiché hanno delle peculiari caratteristiche fisiologiche ed ecologiche: infatti, contrariamente a quanto si penserebbe, un’alta presenza di licheni e quindi un elevato I.A.P (Index of Atmospheric Purity, indice di purezza atmosferica), indica una buona qualità dell’aria, al contrario una bassa frequenza di licheni e quindi basso I.A.P. evidenzia fenomeni di inquinamento.
Alle analisi chimiche e biologiche svolte sui licheni sono state affiancate analisi chimiche dell’aria e dei suoli circostanti le stazioni di campionamento, tramite centraline. I risultati, una volta elaborati, saranno presto resi disponibili e divulgati in occasione di un incontro aperto al pubblico, nel corso del quale sarà illustrata nel dettaglio l’intera sperimentazione.

