
Sintetizzando le diverse proposte emerse dal dibattito, Vaccari ha chiesto anche «l’eliminazione dal decreto del riferimento ai tetti di produzione, di riconsiderare il ricorso alle aste al ribasso e di individuare forme di sostegno ai Comuni aderenti al Patto dei Sindaci con l’Unione europea, come lo scomputo dal Patto di stabilità degli investimenti verdi».
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i dati sull’effetto del decreto sull’economia modenese. Come ha chiarito Vaccari «a rischio ci sono investimenti pubblici per un ammontare superiore ai 53 milioni euro, a cui vanno aggiunti gli investimenti di imprese e famiglie già programmati che ora, nell’incertezza del provvedimento sono bloccati». Nel modenese il decreto blocca gli investimenti della Provincia per dotare le scuole superiori di impianti fotovoltaici e di diversi Comuni tra cui Campogalliano, Castelnuovo, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Prospero, Serramazzoni, Soliera, Spilamberto e Vignola. Gli interventi dei Comuni avrebbero consentito una mancata emissione di oltre cinque mila tonnellate di anidride carbonica all’anno e un risparmio di quasi due mila tonnellate di petrolio equivalente.
La Provincia ha deciso comunque di mantenere l’impegno di attivare un fondo per le energie rinnovabili, analogo a quello per l’innovazione, che prevede un milione di euro all’anno per tre anni destinati a sostenere gli investimenti delle imprese su efficienza e risparmio energetico.

