
Gli incalcolabili danni ambientali, sanitari, economici conseguenti al disastro nucleare di Fukushima hanno messo sotto gli occhi di tutti il pericolo dell’azzardo tecnologico legato allo sfruttamento dell’energia nucleare: una tecnologia che, per quanto evoluta, non è ancora in grado di domare l’atomo. Di fronte a tanta evidenza appare ancora più incomprensibile e autolesionista l’azione del governo che, con il decreto Romani, ha inferto un colpo mortale al settore delle energie rinnovabili, mettendo in ginocchio decine di migliaia di aziende che stanno operando in uno dei pochi comparti industriali in crescita nel nostro paese.
Il PD sta portando avanti una battaglia per difendere e rilanciare il settore delle energie rinnovabili, unitamente alle battaglie per la campagna referendaria su Acqua e Nucleare, in vista del Referendum del 12-13 giugno.
Anche nel reggiano, imprese pubbliche e private hanno da tempo intrapreso programmi legati allo sviluppo e alla implementazione delle energie rinnovabili, nell’intento di rispettare l’obiettivo di una maggiore produzione di energie alternative e con l’obiettivo di coniugare la produzione industriale con la ricerca che in questo settore ci vede fortemente attivi e all’avanguardia.

