
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalle Fiamme Gialle, e coordinate dal sostituto procuratore Paola Dal Monte, i quattro fingevano di vendere parti meccaniche, in genere delle travi metalliche, emettendo documenti falsi che poi servivano ad altre aziende metalmeccaniche, parmigiane e piacentine, per evadere il fisco. Gli inquirenti sospettano che i fondi neri potessero servire anche a pagare tangenti o le prestazioni di lavoratori impiegati in nero.
Un ruolo decisivo nelle indagini e’ stato giocato dalle intercettazioni ambientali e telefoniche, durate in tutto un anno. Indagini concentrate, in particolare, su R.V., conosciuto in Emilia nell’ambiente motociclistico, volto gia’ noto alle Fiamme Gialle perche’ indagato per un altro giro di fatture false per 22 milioni.

