Come già è avvenuto nell’aprile dell’anno scorso, Novellara si prepara a celebrare il «Vaisakhi», la festa di primavera, una tra le più partecipate e colorate feste “condivise” del progetto di dialogo interculturale promosso da “Nessuno Escluso” che da quest’anno si fregia d’essere inserito nella programmazione provinciale del Tavolo della Pace.
Ormai il tempio sikh (la Gurdwara) da quando nel lontano 2000 fu inaugurato, continua a sostenersi grazie ai finanziamenti della comunità italiana ed è meta di sempre più frequente di turisti italiani curiosi di scoprire ed avvicinarsi al sikhismo. Infatti, in occasione di questa festa, domenica 10 aprile è programmata una visita guidata la tempio, con partenza alle ore 15.00 dal cortile della Rocca. Alle ore 17.30 la festa si sposta presso la Sala Papa Giovanni Paolo II con, in apertura, i saluti da parte delle autorità ed in seguito l’esibizione di balli folkloristici femminili di Gidha a cura del gruppo Trizan e canti tipici. Vi sarà anche un momento di approfondimento de “La tradizione della festa del Vaisakhi” a cura di Satinder Singh, un giovane della comunità sikh novellarese ed infine, nel pieno spirito della condivisione vi sarà il saluto conclusivo da parte di don Candido e dei rappresentanti della comunità cinese, pakistana, marocchina, turca e dell’est Europa, con spettacolo di Bhangra (danza tradizionale) a cura del gruppo “Wirsa Punjab Da” e rinfresco offerto dalla comunità sikh.
Sabato 16 aprile a partire dalle ore 14.00 un lungo corteo salmodiante e colorato, accompagnato dal suono cadenzato dei tamburi, partendo dal tempio di via Bandini raggiungerà il centro storico di Novellara per la cerimonia ufficiale, che si svolgerà in piazzale Marconi, e in seguito ritornare al tempio. L’Amministrazione comunale invita i cittadini ad accogliere gli ospiti in segno di pace.
Per informazioni sulla circolazione stradale contattare l’urp allo 0522-655454 oppure urp@comune.novellara.re.it
Vaisakhi, un grande momento di gioia
Vaisakhi è un grande momento di gioia, che oltre a segnare l’inizio della primavera e della stagione del raccolto, è simbolo dell’identità religiosa dei Sikh. Infatti ricorda quando Guru Gobind Singh il terzo dei dieci maestri del Sikhismo, fondò il Khalsa (confraternita religiosa che riunisce i Sikh praticanti, cloro che hanno ricevuto una sorta di battesimo). Celebrare la fondazione del Khalsa, che letteralmente significa “puro”, è il segno della totale dedizione alla fede. Non a caso tutti i khalsa portano le cinque “K”: kesh, i capelli lunghi, prova che si ascolta la volontà di Dio; kanga, il pettine, simbolo di pulizia; kaccha, i pantaloni, simbolo di autocontrollo e castità; kara, il bracciale d’acciaio che segna la forza infinita di Dio; kirpan, la spada cerimoniale, che non è un arma ma un simbolo religioso di lotta contro ogni forma di ingiustizia.

