
Nell’’interessante relazione scritta da Tristano Mussini, presidente di CNA Reggio Emilia, si legge purtroppo questa frase che i commercialisti reggiani e italiani non possono tollerare in quanto riporta affermazioni palesemente false oltre che diffamatorie di un’intera categoria.
I commercialisti lavorano fianco a fianco con i Tribunali, ricoprono ruoli talvolta rischiosi ed hanno avuto i loro caduti. Anche i malfattori ed i collusi possono laurearsi, superare un esame ed iscriversi ad un albo professionale (se sono incensurati), come possono fare parte della pubblica amministrazione (lo ha detto chiaramente l’assessore alle Attività Produttive della Regione Sicilia nel corso del Convegno), come possono gestire imprese o attività commerciali o lavorare presso centri servizi o associazioni di categoria.
Questo non autorizza nessuno a considerare tutti i pubblici dipendenti dei mafiosi o dei collusi, così come non lo si può dire di tutti gli imprenditori. Quindi perché la nostra professione sì?
I commercialisti hanno un codice deontologico da rispettare e l’accertata infrazione al codice può provocare la radiazione dall’Albo. Chiunque ha avuto o avrà segnalazioni motivate da fare a carico degli iscritti all’Ordine ha sempre trovato e troverà ascolto.
I commercialisti reggiani vogliono partecipare, con gli imprenditori e con le istituzioni, alla lotta all’illegalità: addebitare responsabilità così gravi ad una categoria senza aver mai prima ricercato un confronto con i suoi rappresentanti appare poco utile alla meritoria causa che si sta portando avanti.
Per questo invitiamo il presidente di CNA, e nel contempo tutte le forze politiche ed istituzionali, di pubblica sicurezza ed i rappresentanti dell’imprenditoria, a meglio comprendere cosa vuol dire essere un commercialista, per conoscere più a fondo la nostra categoria, le regole e le norme a cui siamo assoggettati, e a discutere, a viso aperto, di quanto si può fare insieme.
Invitiamo poi a fornirci precise e motivate informazioni su quanto si sta recentemente diffondendo pubblicamente sulla nostra professione.

