
“Siamo in una emergenza – ha sottolineto il sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli – e quindi è difficile pensare che tutto vada alla perfezione e che non ci siano problemi da affrontare ” – . “E’ importante continuare a collaborare tutti insieme, e uno scambio continuo di informazioni soprattutto con le Prefetture e le Questure, in modo che tutti siano nelle condizioni di fare bene la propria parte”.
“Verranno fornite anche circolari e informazioni più dettagliate dal punto di vista tecnico – ha sottolineato l’assessore alla protezione civile Paola Gazzolo – per supportare Comune e Province nel loro lavoro di accoglienza”. Mentre per quanto riguarda il Piano di degli interventi di accoglienza dei richiedenti asilo, l’assessore Teresa Marzocchi ha avanzato una proposta che garantisce un trattamento analogo a quello riservato dal Ministero dell’Interno ai soggetti ospitati nei Centri di Accoglienza Richiedenti Asilo (CARA) tenendo conto però delle diverse caratteristiche di ospitalità dei centri regionali, in cui le persone avranno una permanenza superiore a sei mesi (tempo di attesa dell’esito della richiesta di asilo e successivo tempo per definire un progetto di uscita).
Gli interventi minimi previsti nei CARA dalle strutture che accolgono i richiedenti protezione internazionale sono: vitto e alloggio, vestiario e igiene personale, orientamento, informazione legale e assistenza nella procedura per la richiesta di protezione internazionale tramite operatori competenti in materia, mediazione linguistica culturale, orientamento e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari, accompagnamento all’iscrizione scolastica per minori e accessibilità a percorsi per l’insegnamento della lingua italiana.
“E’ importante – ha sottolineato l’assessore Marzocchi – orientare i giovani migranti verso attività di tirocini formativi e di orientamento, per una maggiore integrazione sociale”. “Per questo- ha concluso si propone l’attivazione di un Patto di accoglienza nella quale il soggetto gestore si impegna a garantire l’accoglienza e una serie di servizi e il beneficiario ad una permanenza attiva e partecipativa, compresa la proposta di integrazione nel volontariato”.
L’Agenzia regionale di Protezione civile, in stretto raccordo con la cabina di regia e con le Prefetture, gli enti locali, la Caritas e gli enti diocesani dell’Emilia-Romagna, continuerà a seguire l’organizzazione di tutti gli aspetti dell’accoglienza: dal trasferimento dai porti di sbarco al centro logistico regionale di Protezione civile a Bologna, alla prima assistenza – con l’aiuto degli intermediatori culturali – allo spostamento verso le province di assegnazione.

