
In totale sono 35 le persone coinvolte, 17 delle quali arrestate a vario titolo. Individuati anche otto appartamenti, sette a Forli’, uno a Cesena, piu’ altri nove, ubicati nel centro nord Italia, tutti adibiti a case d’appuntamento. L’organizzazione funzionava come un call center. Il cliente contattava il call center, che aveva sede a Reggio Emilia, e questi, dopo avere definito prestazioni e prezzo, attivava in tempo reale la lucciola presente nel luogo da cui arrivava la chiamata, pronta ad aprire la porta al nuovo cliente.
Le ragazze, a cui andava il 33% degli incassi, ruotavano vorticosamente fra i vari appartamenti, fermandosi non piu’ di 15 giorni nello stesso posto. Il trasloco avveniva sempre in coincidenza col ciclo mestruale, per ridurre al minimo i tempi di inattivita’. Al termine di ogni rapporto sessuale la prostituta dava conferma dell’incasso, cosi’ da conteggiare le sue spettanze. Calcolato dagli investigatori che ciascun appartamento poteva rendere, mediamente, nove/dieci mila euro mensili, con picchi giornalieri fino a 1.200 euro. Le prestazioni avevano un prezzo variabile tra i 30 e i 100 euro. Identificati anche decine di clienti, italiani e stranieri.

