
Finalmente anche i comuni confinanti con l’area dove si trova questo impianto se ne accorgono e cominciano a protestare: meglio tardi che mai. Non è una questione di protezione del proprio giardino, ma di programmazione di lungo periodo. Difficile infatti pensare che una società per azioni, com’è Hera possa investire in un impianto di queste dimensioni, per poi incentivare la raccolta differenziata. Delle due l’una: o non la incentiverà, o dovrà bruciare rifiuti da fuori provincia (gli speciali quindi), e per i modenesi sarà punto e capo.
(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere provinciale – PDL)

