
Si diceva che il referendum era uno strumento ingestibile e inefficace; in questa occasione è stato dimostrato chiaramente che il referendum può rappresentare una possibilità di dialogo con i cittadini, anche se io credo che sarebbe utile riformarlo, dando la possibilità di trasformarlo in strumento propositivo, oltre che abrogativo.
Ma il risultato più importante che emerge da questa tornata referendaria è una nuova volontà di contare e di non firmare più deleghe in bianco; prima ancora che una volontà, essa è una necessità determinata dalla crisi, dalla difficoltà di tante famiglie e delle imprese, mentre il governo è paralizzato e incapace di disegnare un percorso che generi sviluppo e prospettive di futuro. Al di là dei singoli quesiti referendari, gli Italiani dicono basta e chiedono alla politica e alle istituzioni di svolgere il loro ruolo di servizio ai cittadini.
A Fiorano ha votato il 65% degli aventi diritto ed è un risultato positivo, che premia l’impegno di tutti coloro che hanno svolto mansioni nei seggi, delle forze dell’ordine, dei dipendenti comunali impegnati nella gestione della complessa macchina elettorale. Li ringrazio e confermo il mio impegno affinché anche a livello locale, secondo le competenze affidate al comune, si approfondiscano le modalità per dare seguito e concretezza alla volontà espressa con i referendum.

