
“La Provincia – scrive Severi – considera obiettivo primario il miglioramento del trasporto pubblico su ferro in alternativa a quello su gomma, e propone la diffusione della cosiddetta mobilità sostenibile attraverso l’uso sempre più diffuso del treno, ma il servizio non solo non migliora, ma addirittura viene improvvisamente falcidiato con il taglio di ben cinque coppie di treni. E questo nonostante “il piano generale di sviluppo della Provincia per il quinquennio 2009 – 2014 prevedesse una serie di interventi finalizzati alla riqualificazione del servizio ferroviario anche per il collegamento Modena – Sassuolo”.
C’è di più, denuncia Severi: “La conferenza stato regioni, nel dicembre 2010, aveva previsto di destinare 227 milioni di euro al miglioramento della tratta ferroviaria Modena-Sassuolo-Reggio Emilia e nonostante la regione nel 2009, aveva sottoscritto un accordo di programma con Ferrovie Emilia Romagna, Provincia di Modena e agenzia per la mobilità aMo che destinava 16 milioni alla Modena-Sassuolo. Nel 2010 – spiega l’assessore sassolese – sono state soppresse cinque coppie di treni, e la tratta Sassuolo-Modena risulta la più penalizzata in Regione nonostante i correttivi apportati attraverso le auto sostituzioni, che hanno dato risultati deludenti in termini di tempo, fermate e mancate coincidenze. AMO (agenzia della mobilità) e Provincia si sono attivate, organizzando più volte confronti tecnici che tuttavia non hanno portato ad alcun risultato a causa della mancanza di risposte positive alle proposte avanzate da parte di FER.
Per questo – conclude Severi – si chiede al Consiglio Provinciale di pronunciarsi in merito e di invitare la giunta provinciale ad impegnarsi presso la Regione affinché si faccia chiarezza, attraverso un tavolo
tecnico istituzionale, sulle reali prospettive di sviluppo della linea ferroviaria, perché si dia attuazione all’accordo di programma del 2009 e la regione renda nota la destinazione dei fondi che il governo ha integrato nell’anno 2011 per il trasporto pubblico locale, nonché il rimborso per gli abbonamenti spesi dai cittadini che si sono visti decurtare il servizio”.

