
Assieme al taglio del nastro ci sarà un incontro nella saletta conferenze della biblioteca: interverranno il sindaco Giorgio Pighi, il presidente dell’Azienda servizi alla persona “Patronato pei figli del popolo e Fondazione San Paolo e San Geminiano”, Claudio Lolli, la curatrice della mostra Franca Baldelli e i docenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia Giuliano Muzzioli e Andrea Giuntini. Seguiranno una breve visita guidata alla mostra e un aperitivo. Immagini e pannelli resteranno esposti fino al 14 febbraio, con ingresso gratuito, negli stessi orari di apertura della biblioteca Delfini.
La ricerca nell’archivio storico del Comune di Modena ha mostrato che il Patronato fu istituito per iniziativa della locale Società operaia di Mutuo soccorso nel 1874, col contributo di modenesi ‘benemeriti’, e aprì i portoni nel giugno 1875. L’annessione alla monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II, celebrata con grandi festeggiamenti e manifestazioni di piazza, si tradusse anche nell’impegno all’educazione di quel “popolo” che aveva lottato per la libertà. Ai giovani provenienti da famiglie disagiate il Patronato forniva accoglienza, la possibilità di socializzare, di frequentare la scuola e un sostegno nella ricerca del lavoro.
Oggi, il Patronato è diventato Azienda di servizi alla persona “Patronato pei figli del popolo e Fondazione San Paolo e San Geminiano”, a seguito della fusione e della trasformazione di due istituzioni esistenti. Fornisce servizi per minori: la Comunità residenziale San Paolo e i due centri diurni per adolescenti Goldoni e Rua Muro. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato i ragazzi e gli educatori dei centri diurni. L’esposizione è stata realizzata grazie a un contributo dell’associazione Modenamoremio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che sostiene il progetto Archiviamo.

