
Quattro giorni dopo, il 21 febbraio, a Scandiano si registrò un’altra rapina. Molto simile per tecnica e modalità. Al Pizza Point erano al lavoro la proprietaria e una dipendente. Qust’ultima si trovò di fronte a un giovane con il volto parzialmente coperto e con in pugno una pistola. Come giá era accaduto al bar Dolce Vita, l’uomo si fece consegnare i soldi della cassa: circa 700 euro. Quindi scappò via, senza lasciare traccia.
I carabinieri non ci misero molto a comprendere che le due rapine erano state messe a segno dalla stessa persona. Nei mesi a seguire si rivelò molto utile alle indagini la descrizione fisica del bandito fornita dalle vittime: tante le corrispondenze tra gli autori delle due rapine rilevate nei due racconti. Gli investigatori sono quindi arrivati al nome del tunisino. Il sostituto procuratore Isabella Chiesi, d’accordo con i risultati delle indagini dei militari di Scandiano, chiese un provvedimento di custodia in carcere per il giovane. Provvedimento che il gip Angela Baraldi emise. Ottenuto il provvedimento restrittivo di natura cautelare emesso dal GIP del Tribunale, venne eseguito dai carabinieri. Nell’aprile del 2011, per quei fatti, il rapinatore seriale ottenne i domiciliari che però ieri ha violato. Sorpreso a passeggio dai carabinieri di Castellarano, è stato subito fermato.
Nonostante il freddo intendeva prendere una boccata d’aria: così si è giustificato il giovane che quindi è stato condotto in caserma dove, alla luce della flagranza del reato di evasione, è stato arrestato.

