
Oltre al sacerdote del tempio, l’assessore alla cultura Paolo Santachiara ha salutato le donne presenti sottolineando: “Il senso di comunità che il popolo sikh dimostra quotidianamente e la profonda solidarietà che li contraddistingue: chiunque visita il tempio avrà un pasto condiviso con gli altri”. La consigliera del gruppo Uniti per Novellara Angese Vezzani ha sottolineato: “l’importanza di valorizzare le differenze, ma anche le similitudini che accomunano ciascuna donna: la cura per la casa ed il proprio lavoro, l’amore per la propria famiglia ed i figli. Ogni donna con la propria passione, impegno e professionalità può costruire un mondo migliore e più rispettoso”.
Presente ai saluti anche l’associazione Non da sola di Reggio Emilia che ha esposto in breve i suoi servizi e la realtà che offre su tutto il territorio provinciale: in questi ultimi 15 anni sono state oltre 3200 le donne vittime di violenza aiutate dal centro. Tutti di saluti sono stati tradotti dalla mediatrice culturale.
A tutte le convenute è stato offerto un pezzo di parshaad dolce sacro che viene tradizionalmente mangiato dopo la preghiera. Il dolce fatto con semolino, zucchero e burro deve essere rigorosamente preso a due mani.
Tutte le ospiti si sono poi spostate a piano terra, nella mensa comune dove a tutte è stato offerto come antipasto del samosa, classiche verdure fritte in pastella, del khiri zuppa di yougut e verdura molto speziata da intingere nel riso con verdure. Infine del riso dolce e del thè come dessert.

