
A proposito della Sesta Suite Mario Brunello spiega: “E’ l’ultima tappa, ma potrebbe benissimo essere la prima di un viaggio verso il futuro. Con la Sesta Suite, Bach scrive, segna e determina uno spazio nuovo come una terra di nessuno, una no man’s land; probabilmente nemmeno lui prevedeva di arrivare tanto avanti nella scrittura per violoncello solo… ”. Johann Sebastian Bach compose quest’opera per uno strumento a cinque corde, accordate per quinte, forse la cosiddetta viola pomposa. Da qui deriva la difficoltà di esecuzione utilizzando il violoncello a quattro corde, un compito che richiede grande virtuosismo – che a Brunello certamente non manca – per le difficoltà connesse a ottenere la stessa variazione di suoni.
L’austerità della Suite s’incontra in particolare nell’Allemande, che qui è una “allemande grave” in cui l’ampiezza e la ricchezza di fioriture di rapide note contiene quasi il doppio del numero di note di quante ne sono presenti nella prima battuta dell’Allemande semplice della prima Suite. Ricorrendo alla tecnica della doppia corda, Bach riprende la vecchia tradizione dei maestri tedeschi di violino e la adatta allo strumento a corde più grave, quale è il violoncello. Allemande simili furono scritte da Bach nella Sonata per violino in si minore, a nelle Partite n.3 e 4.
La stagione concertistica della Gioventù Musicale modenese è sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
I biglietti (da 10 a 15 euro) sono in vendita un’ora prima del concerto presso l’auditorium Marco Biagi, e presso la sede della GMI dal martedì al venerdì, dalle 17.00 alle 19,30 e il sabato dalle 10 alle 12,30. Tel 059 9781690, solo il giorno del concerto: 331 3345868
Per ulteriori informazioni: www.gmimo.it – Ufficio GMI: Modena, Rua Muro 59 – info@gmimo.it – Ufficio stampa Cecilia Brandoli – cecilia.brandoli@gmail.com – 333 21 67122

