Domenica 22 aprile alle ore 17 al Museo Civico Archeologico di Modena, presentazione delle attività di riabilitazione e restauro dell’Iraq Museum di Baghdad, delle recenti scoperte a Nassirya, e concerto-incontro con l’ensemble di giovani musicisti italiani e iracheni del progetto Italy & Iraq e con i cantanti allievi di Mirella Freni in occasione della manifestazione Musei da gustare organizzata dalla Provincia di Modena

In occasione dell’ottava edizioni di Musei da Gustare, manifestazione promossa dalla Provincia di Modena in collaborazione con i musei del sistema museale cittadino, quest’anno dedicata al tema Lo spazio oltre l’orizzonte, il Cubec Accademia di Belcanto di Mirella Freni e il Museo Civico Archeologico insieme propongono l’iniziativa Italia & Iraq, archeologia e musica per la pace, che si inserisce nella rassegna di eventi che accompagna il progetto interculturale THIS LAND IS YOUR LAND, realizzato sempre dal Museo Civico Archeologico , dall’Associazione Casa delle Culture di Modena e Università di Modena e Reggio Emilia e da un gruppo di nuovi cittadini modenesi provenienti da undici diversi paesi del mondo.

L’evento ha inizio alle ore 17 all’ex-Oratorio del Palazzo dei Musei. L’Italia ha dato un contributo fondamentale al ripristino dell’Iraq Museum di Baghdad, custode delle più importanti testimonianze della civiltà mesopotamica. Ne parleranno il professor Carlo Lippolis, Presidente del Centro di Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino e il professor Massimo Vidale, Membro della missione archeologica a Nassirya dell’Università La Sapienza di Roma.

Alle ore 18.00 al Lapidario Romano dei Musei Civici si proseguirà con il concerto-incontro con i giovani musicisti iracheni del progetto Italy & Iraq, per la formazione di giovani musicisti e insegnanti di musica iracheni e i cantanti del CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni.

A seguire, nella sala dell’Archeologia, un buffet aperitivo con assaggi di specialità irachene, preparate e servite per l’occasione da La Rosticceria della Gioia di via Carteria 80.

L’intervento del professor Lippolis riguarderà la storia, il saccheggio e la rinascita del Museo di Baghdad, tracciando una storia dell’antica Istituzione dalla sua fondazione, con riferimento ai principali archeologi e imprese archeologiche del tempo, al saccheggio avvenuto durante l’ultima guerra, agli interventi di restauro e riallestimento promossi dal Centro Scavi di Torino, in collaborazione con le autorità governative italiane. Accenni verranno anche fatti in relazione alle collezioni del museo.

Il Museo di Baghdad nasce nel 1923. L’artefice della sua creazione fu una donna, celebre viaggiatrice e grande conoscitrice del Medio Oriente: Gertrude Bell. Il Museo arrivò presto ad ospitare i reperti più significativi della storia dell’Iraq, ordinati cronologicamente dalle più antiche fasi preistoriche e protostoriche fino all’età islamica. La quantità, importanza e ricchezza dei reperti qui conservati fanno dell’Iraq Museum uno dei musei più importanti del mondo.

Il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia lavora in Iraq dal 1963. Qui ha presto iniziato una collaborazione tanto stretta e continuativa con la Direzione delle Antichità, che nel 1969 ha portato alla creazione dell’Istituto Italo-Iracheno di Scienze Archeologiche e del Centro Italo-Iracheno per il Restauro dei Monumenti.

I drammatici eventi della guerra del 2003 introducono alla fase decisiva dell’attività del Centro a favore dei beni archeologici dell’Iraq. Al centro delle preoccupazioni fu l’Iraq Museum, a causa degli ingenti danni prodotti dai saccheggi. Gli interventi italiani, coordinati dal Centro Scavi di Torino, sono stati resi possibili grazie ai fondi messi a disposizione dal MAE e dal MiBAC, ai quali si sono aggiunti per specifiche azioni i contributi della Banca Nazionale delle Comunicazioni, della Soprintendenza Archeologica di Roma e di Telecom Italia.

Grande attenzione è stata subito dedicata al problema del trafugamento di oggetti dal museo di Baghdad. La ricognizione degli oggetti mancanti era resa difficile dalle condizioni di conservazione e catalogazione prima dei saccheggi, poiché i registri erano spesso privi di supporto grafico e fotografico. Disastrosa fu poi la dinamica dei saccheggi, che fanno messo a soqquadro e distrutto uffici, archivi e registri. L’informazione resta quindi a tutt’oggi lacunosa.

Un altro obiettivo prioritario ha riguardato la ricostruzione del Laboratorio, con il conseguente adeguamento dei locali, degli impianti e delle opere per la sicurezza. Il programma è stato integrato da corsi di formazione pratica per tecnici iracheni per il restauro e per la catalogazione informatizzata. Si è così potuto iniziare il restauro di opere di fondamentale importanza storico-artistica quali il Vaso di Warka e il Volto della Dama di Warka, entrambi capolavori di età protourbana, di un lotto di avori di Nimrud di età neoassira, di uno dei leoni paleobabilonesi di Tell Harmal, di alcune statue di Hatra di età partica.

Nello stesso tempo si è pensato alla possibilità di dare inizio a lavori che permettessero una riapertura parziale dell’Iraq Museum. Il riallestimento di alcune sale è oggi una eventualità divenuta realtà e assume un immenso significato simbolico per il Paese, come inizio di una nuova vita per questa che ha dalla comunità internazionale il riconoscimento come una delle più illustri Istituzioni culturali dell’Iraq e che conserva documenti di inestimabile valore per la storia dell’umanità. Sono così giunti a buon fine i lavori nella galleria della grande architettura assira e nella sala islamica. Alle due grandi sale si aggiunge un nuovo spazio espositivo ottenuto adattando il porticato del cortile per una scelta di opere scultoree. Nuovi pannelli didattici accompagnano il percorso di visita.

Nel 2009 il Centro Scavi è stato insignito del Premio Rotondi ai salvatori dell’arte – Sezione Mondo per aver favorito il recupero, il restauro e la catalogazione informatizzata di opere di fondamentale importanza storico-artistica in Iraq. Oggi, i lavori stanno riprendendo nell’ultima grande galleria del piano terra del museo. Il nuovo progetto ha il sostegno del MiBAC e del MAE ed è, ancora una volta, coordinato dal Centro Scavi di Torino.

La presentazione del professor Vidale, invece, illustrerà in modo sintetico le attività di sostegno al patrimonio culturale Iracheno condotte in collaborazione dal Ministero per I Beni e le Attvità Culturali e dal Ministero degli Affari Esteri dal 2003 all’anno in corso, sotto il coordinamento del Dr. Alessandro Bianchi dell’ISCR. Dalla relazione si evince il quadro di uno sforzo tanto costante quanto fattivo, che colloca il nostro Paese in prima linea nell’impegno internazionale per mitigare i disastrosi effetti dei recenti conflitti. La strategia Italiana ha infatti investito capitali e forza lavoro altamente qualificata nel recupero di opere e contesti di elevata visibilità, nel promuovere il sostegno a una collettività nazionale di interesse cruciale per le prospettive di sviluppo economico e di generale stabilizzazione politica dei paesi Medio-Orientali.

Alle ore 18 il concerto di musiche tipiche irachene eseguito dai tredici giovani musicisti e docenti giunti a Modena per una esperienza di formazione e scambio culturale che durerà fino alla metà del mese di luglio. Si tratta di cantanti lirici, musicisti dell’orchestra giovanile e un direttore di coro che studiano al CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni, all’Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi-Tonelli e alla Cappella Musicale del Duomo di Modena.

Dopo pochi mesi dalla visita del Maestro Wasfi a Modena, che ha individuato nel sistema musicale modenese un centro di eccellenza con cui intraprendere una fattiva relazione culturale per la formazione musicale dei suoi musicisti, il Ministero degli Esteri ha finanziato il programma elaborato dal CUBEC e dal Maestro Wasfi, sotto la responsabilità esecutiva del Maestro Michele Montanari, con il supporto dell’Ambasciata italiana a Baghdad e i giovani sono arrivati a Modena.

L’obiettivo del progetto è proprio concorrere al recupero della lacuna di esperienze e di metodologie didattiche dovuto al lungo isolamento culturale dell’Iraq e alla carenza di adeguate strutture formative, collaborando alla ricostruzione della attività didattica musicale tramite l’aggiornamento dei musicisti e dei docenti e musicisti nel campo della lirica, della musica sinfonica e del canto corale.

A seguire, verranno eseguite alcune arie insolite e divertenti dai giovani talenti lirici del Cubec Accademia di Belcanto di Mirella Freni.

Michele Montanari, direttore del CUBEC, insieme ad Ilaria Pulini, direttrice del Museo Civico Archeologico, spiegano che “ È necessario impegnarsi per promuovere una cultura della collaborazione e dell’amicizia, che sia aperta ad una accoglienza che non si rassegni a constatare ed arginare le differenze, ma che sia costruttrice di ponti su cui incanalare le tante energie positive presenti nella società italiana e nella società irachena. Quello che noi vorremmo con l’aiuto di questi ragazzi è principalmente di conoscere la loro cultura, le loro tradizioni, la loro storia; quello a cui miriamo è farli sentire a casa e renderli partecipi del nostro amore per la musica e la cultura, che è uno dei tratti distintivi del nostro paese e della nostra città in particolare. Solo valorizzando la cultura nostra, ma anche dei vicini oltre l’orizzonte, possiamo sperare di raggiungere quella pace che è il patrimonio più sacro dell’uomo.

Carlo Lippolis

Presidente del Centro Scavi di Torino, ricercatore di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’Università degli Studi di Torino e, dal 2005, Redattore Scientifico delle riviste specialistiche Parthica e Mesopotamia.

Dal 1993 al 1995 è stato prima membro della Italian Archaeological Expedition in Old Nisa in Turkmenistan e poi, dal 2000, ha assunto la carica di Direttore e Field-Director

Dal 2000 al 2003 è stato nominato Responsabile del progetto B.R.I.L.A. (Bureau for Recovering and Investigating Looted Iraqi Antiquities) nella cooperazione tra MAE, il Centro Scavi Torino, i Carabinieri del Nucleo Tutela, il General Board of Antiquities and Heritage of Iraq and the Iraqi Museum di Baghdad.

Dal 2001, inoltre, è Responsabile della missione di studio e catalogazione di materiali archeologici da Seleucia-Tell Omar (Iraq) a Baghdad.

È stato curatore della mostra fotografica Ninive. Il Palazzo senza eguali di Sennacherib, che si è tenuta prima a Torino nel 2007 e in seguito a Baghdad dal dicembre 2008 al gennaio 2009.

Nel 2009 è stato curatore della mostra fotografica L’Iran dei Parti. Scavi a Nisa e materiali archeologici delle collezioni, al Museo Nazionale d’Arte Orientale G. Tucci, a Roma.

Nel 2010 ha curato la mostra fotografica I tesori del sacrario dinastico di Nisa Partica, che si è tenuta al Museo Civico di Rieti.

Massimo Vidale

Massimo Vidale è un eminente archeologo specializzato in arte antica e nel osservare, registrare e conservare i manufatti e i siti archeologici. Oltre ad avere studiato le più antiche civiltà e culture del Bacino del Mediterraneo, ha al suo attivo parecchie pubblicazioni che riguardano le civlità dell’Asia centrale e della valle dell’Indo. Il professor Vidale è al momento curatore archeologo all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) di Roma e insegna a Roma all’università La Sapienza. Ha pubblicato numerosi volume ed è autore di altrettanto numerosi articoli che sono a catalogo in prestigiose istituzioni coma la Public Library di New York o le librerie principali di Harvard. È membro dell’IsMEO (acronimo per Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente. ) dal 1987. È entrato a far parte di diversi consigli amministrativi di Archeologi dell’Asia meridionale; dal 1987 fa parte dell’Associatione italiana di Etnoarcheologia e dal 1997, oltre ad essere cofondatore, ne è divenuto anche vice presidente. Ha collaborato con le principali istituzioni e agenzie italiane, europee ed internazionali, fra cui l’Istituto superiore per la conservazione e restauro (ISCR); il Ministero dei Beni culturali, l’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO); lo Smithsonian Institution; la Scuola archeologica italiana ad Atene, la Fondazione Ligabue, il Dipartimento di archeologia del Governo del Pakistan, il Ministero dell’informazione del Kuwait, il Dipartimento archeologico dello stato del Nepal, l’ex Centro iraniano per la ricerca archeologica, le università di Pdova, Napoli, Roma, Firenze, le università di Khairpur Mirs e Peshawar in Pakistan; l’Università di Baroda in India, l’University of Wisconsin, a Madison, l’ Istituto Italiano di Studi Liguri, l’Istituto per i Beni Culturali (IBC) della Regione Emilia-Romagna. È autore di innumerevoli pubblicazioni, articoli e libri.