
“Non si discute certo della legittimità di tali ordinanze comunali: anche le liberalizzazioni del Governo Monti fanno salvi i motivi di pubblica sicurezza – aggiunge Cavazza – Ciò che manca invece è la chiarezza della norma che determina sempre e purtroppo, una certa discrezionalità nella sua applicazione. Accade allora che l’ultima ordinanza del Comune di Modena emessa appena il 28 aprile scorso, e senza alcun adeguato confronto con le Associazioni rappresentative dei pubblici esercizi, dia adito agli organi di vigilanza preposti di elevare sanzioni contro un pubblico esercizio. Reo quest’ultimo di avere sul marciapiede antistante, a meno di un metro di distanza quindi dall’ingresso, alcuni clienti intenti a sorseggiare un calice di vino e a fumare una sigaretta. Cosa questa come oltretutto noto, severamente vietata all’interno dei locali pubblici”.
“Una siffatta interpretazione, assolutamente letterale, dell’ultima ordinanza comunale obbligherebbe dunque tutti i pubblici esercizi del centro storico di Modena e della zona dei viali – la maggioranza dei quali lo ricordiamo è all’aperto – a somministrare le bevande solo ed unicamente in bicchieri di plastica. Così da evitare che nessuno dei clienti causi loro sanzioni da 500,00 euro. O in alternativa obbligherebbe gli stessi gestori ad istituire un servizio di vigilanza interno che impedisca la fuoriuscita di clienti con bicchieri di vetro in mano. E’ ovvio che non può essere questo lo spirito della norma, in una città tra l’altro che mira a diventare sempre più ospitale ad esempio nei confronti dei turisti per offrir loro svago, qualità e professionalità. Chiediamo pertanto al nuovo Assessore agli Interventi Economici Daniele Sitta che si faccia promotore di un incontro con le associazioni imprenditoriali del settore in cui rivedere, ed all’occorrenza riscrivere tali norme”.

