
“Un emendamento del Senato – spiega Stefania Flammia della Cia – ha cambiato l’impostazione della riforma prevedendo che, fermo restando il limite complessivo di 5.000 euro nel corso di un anno solare per ciascun prestatore di mano d’opera, possano essere svolte attività di lavoro accessorio a favore di imprese agricole da parte di studenti, pensionati e giovani con meno di 25 anni.
Per le attività agricole svolte a favore degli agricoltori esonerati dal versamento dell’Iva, restano valide le disposizioni precedenti.
“C’è tuttavia una nota negativa – conclude Flammia – e riguarda la cancellazione della categoria delle casalinghe , escludendo quindi una possibilità per le imprese, e per le lavoratrici, di accedere al mercato del lavoro in modo regolare”.

