
«Il 17 febbraio scorso – spiegano Costi e Donini – il Ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto con il quale sanciva la compatibilità ambientale, limitatamente alle sole operazioni previste nella fase di accertamento. Per le ragioni tecnico-scientifiche, più volte ribadite in atti ufficiali della Regione Emilia-Romagna e degli Enti Locali interessati dal progetto, e visto anche il perdurare dello sciame sismico e dell’effetto psicologico che questo produce sulla popolazione del cratere interessato, riteniamo che debba esserci una chiusura definitiva della vicenda».

