
Il decreto riguarda i materiali derivanti dal crollo parziale o totale di edifici pubblici e privati causati dal terremoto e quelli derivanti da demolizioni di edifici pericolanti disposte dai Comuni, Vigili del fuoco e Protezione civile. Per far fronte all’emergenza e snellire le procedure, questi materiali sono classificati rifiuti urbani limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto (effettuate a spese del gestore, ma è previsto un fondo di 1,5 milioni di euro dalla protezione civile); vengono poi conferiti in impianti provvisori di stoccaggio per essere avviati al recupero e per una quota residuale allo smaltimento. Nel modenese sono stati individuati l’impianto Feronia di Finale Emilia, gli impianti Aimag di Fossoli di Carpi, Medolla e Mirandola e nell’area di Hera in via Caruso a Modena.
Gli altri tre impianti sono a Galliera nel bolognese, a S.Agostino nel ferrarese e a Novellara in provincia di Reggio Emilia.
Le norme prevedono procedure specifiche per quanto riguarda i materiali contenenti amianto (per il quale non sono previste deroghe) e i rifiuti pericolosi. Tutti i materiali, inoltre, saranno tracciabili dalla raccolta fino alla pesatura e selezione, effettuata con impianti mobili dei gestori o di ditte convenzionate, fino all’invio al recupero o smaltimento.
Negli impianti potranno essere gestiti anche eventuali rifiuti solidi urbani indifferenziati prodotti nei luoghi adibiti all’assistenza alla popolazione. Previste, inoltre, procedure specifiche per la salvaguardia di materiali di interesso storico, artistico e architettonico.
Province, Arpa, e Ausl garantiranno la vigilanza ambientale e sanitaria sulle operazioni nonché il supporto informativo e tecnico ai gestori.

