
“Questo strumento – osserva Dosi – dovrebbe, a partire dalla annata 2013, regolare un comparto di punta della frutticoltura emiliano romagnola in quanto sarà possibile monitorare la produzione e di conseguenza autoregolamentare le quantità, la segmentazione dell’offerta ed una più adeguata immissione del prodotto sui mercati”.
Allo stesso tempo, precisa Dosi, “potremo conoscere le superfici esatte coltivate e quantitativi, dati fondamentali per una corretta programmazione e gestione del prodotto ed evitare formazioni del prezzo non remunerative per gli agricoltori, come peraltro è successo nel 2011”.
Quest’anno, dalle prime stime, la produzione in campo sembra equilibrata o in leggero calo e l’offerta non dovrebbe essere eccessiva. “Questo fa ben sperare in quotazioni soddisfacenti – conclude Dosi – anche se sarà impossibile compensare i prezzi dello scorso anno che non superavano i 30 centesimi al chilogrammo, al di sotto dei costi di produzione”.

