
E con un locale che oggi sarebbe, dice Anselmi, “l’unico del genere a Sassuolo, e sarebbe in grado di accogliere le istanze dei tanti sassolesi che invece scarrozzano i loro figli fuori città. Purtroppo, ci troviamo fare i conti con una realtà poco ricettiva da questo punto di vista e dopo dieci anni di programmazione saltuaria l’Area può essere considerata un ex locale, o meglio un altro pezzo di Sassuolo che non c’è più. La stessa amministrazione, tra 2009 e 2010, aveva parlato di intraprendere azioni che potessero tenere il cosiddetto popolo della notte lontano dalle zone residenziali, organizzando trasporti ed eventi proprio presso l’Area, ma evidentemente non ne hanno trovato il modo, o hanno fatto altre scelte”. Dall’Area sono passati, negli anni belli, migliaia di sassolesi, attratti da un cartellone che variava sul tema dell’intrattenimento tout court fino a serate con dj o serate di spettacolo e cabaret, esaltate da sinergie con altri locali a la page come il Sottovento o La Zangola e oggi lo stabile fa quasi malinconia.
“Del resto – chiude Anselmi – non abbiamo scelta: il locale potrebbe avere anche una sua funzione aggregativa e sociale, essendo l’unico del genere a Sassuolo, ma da una parte l’esperimento dell’ultima gestione ci ha portato soprattutto grattacapi e polemiche, dall’altra non ci sembra che, anche a livello di amministrazione, ci sia alcuna volontà di mettersi a attorno ad un tavolo per trovare il modo di dotare la città di una struttura che pure i giovani sassolesi, e i loro genitori che li portano nottetempo un po’ dovunque, immaginiamo gradirebbero”.

