
Del Sante si sofferma poi sul tema delle liste civiche “è probabile che anche il sindaco Luca Caselli, se sarà coerente con quello che dichiara in questi giorni, dovrà farne una. Sinceramente non sono contro le liste civiche, ma dovrebbero essere movimenti spontanei, nati in mezzo alle persone e non modi diversi per candidare gli stessi. Se la lista civica è un altro modo di chiamare un partito, non ha alcun senso. Anche noi dell’Idv lavoriamo come una lista civica: abbiamo un simbolo e dei dirigenti, è vero, ma a livello locale non abbiamo vincoli nelle nostre scelte e, per esempio, abbiamo già abolito i doppi incarichi. In tante iniziative pubbliche ci vediamo, ci confrontiamo con i Giovani Democratici, con i Radicali e altri, non in rappresentanza dei partiti, ma solo nello scambio di idee su temi specifici”.
A Sassuolo “ci sono già facce nuove nei partiti, negli assessorati, in consiglio comunale. C’è un mondo giovanile attivo, ma sono contrario all’idea del giovane ad ogni costo. La molla deve sempre essere la passione politica, che si può avere a ogni età. In campagna elettorale sono state promesse cose non realizzabili e oggi bisognerebbe avere il coraggio di dire che non si possono fare – dice Del Sante parlando dei bisogni primari di Sassuolo e aggiunge – vedrei una serie molto breve di punti programmatici veri, non cento cantieri fittizi, ma cinque che arrivino al termine: controllo della spesa corrente, controllo di Sgp, riconsiderare il rapporto del Comune coi privati: paghiamo affitti onerosi in diverse sedi e poi vendiamo immobili pubblici di valore”.

