
«La ‘zona franca urbana’ di cui parlano i leghisti – ha aggiunto Muzzarelli – riguarda solo il Comune dell’Aquila e le microimprese, escludendo le imprese che esportano, la maggior parte delle Pmi, le imprese medie e grandi e le famiglie. Il contributo complessivo è di 90 milioni di euro, per un massimo di 200 mila euro ad impresa. Non mi pare che corrisponda alla realtà dell’Emilia-Romagna. Per contro, il presidente Errani con la sua iniziativa ha già ottenuto un complesso di fondi per la ricostruzione che supera gli 8 miliardi e, come è noto, stiamo chiedendo, con ragionevoli possibilità di successo, lo slittamento a giugno 2013 degli adempimenti fiscali e contributivi delle famiglie e delle imprese danneggiate».
Inoltre, ha concluso l’assessore Muzzarelli ricordando che: «il nostro dissenso da un provvedimento generalizzato di no tax area non dipende da dinieghi burocratici, ma da una semplice constatazione di giustizia e di corretto impiego del denaro pubblico: un incapiente non riceve quasi nulla, un ricco ci guadagna; un soggetto danneggiato forse pareggia il conto, uno senza danni si arricchisce. E’ questo che vorrebbe in realtà la lega?».

