
Elisa a breve aprirà a Pozza di Maranello, un locale di intrattenimento e ristoro. “E’ un progetto che avevo da tempo – dice – e che finalmente sono riuscita a realizzare. Certo la possibilità di costituire una società e quindi avviare un locale, con una spesa così limitata esente dai costi notarili oltretutto, ha rappresentato un vantaggio. Le agevolazioni però si esauriscono quasi subito. L’iter burocratico è stato snellito solo parzialmente: per arrivare puntuale all’appuntamento dell’entrata in vigore del decreto ho dovuto muovermi anzitempo. Senza contare che le spese di registrazione e l’iscrizione annuale alla Camera di Commercio permangono tali e quali. Mi consola il fatto di avercela fatta nei tempi prestabiliti e di avere un’attività tutta mia”.
“L’avvio di una nuova impresa, rappresenta sempre un momento significativo, a maggior ragione quando a mettersi in gioco puntando su innovazione, qualità e creatività è un giovane. Plaudiamo alla scelta operata da questa neo imprenditrice e sottolineiamo il coraggio che ha avuto, per intraprendere e quindi pure creare lavoro in un momento tutt’altro che facile anche per il nostro territorio. Elisa Giovanetti non sarà l’unica in provincia, dato che anche altri stanno già cogliendo e coglieranno l’opportunità offerta da questo provvedimento contenuto nel decreto ‘Liberalizzazioni’. Ma non è che una possibilità che, se da un lato non risparmia i ragazzi che ne vogliono fruire dal doversi destreggiare dai meandri della burocrazia e delle difficoltà che ancora sussistono per creare impresa in Italia, dall’altra come mostrano i dati non risolve l’emergenza rappresentata dalla disoccupazione giovanile. Della drammatica situazione nazionale infatti non è esente Modena. Il tasso di disoccupazione giovanile in provincia, ha mostrato un’impennata con l’aggravarsi della crisi economica, fino ad attestarsi nel 2011 al 12,9% per quanto riguarda le persone al di sotto dei 30 anni, e al 23,6% se si restringe l’analisi a quelle con meno di 25 anni. Il provvedimento del Governo Monti rappresenta sì un’opportunità, ma in una situazione che purtroppo continua ad aggravarsi. Servono dunque ben altre misure: che riassumiamo in una politica volta alla crescita concreta del Paese, in cui l’occupazione giovanile abbia la priorità assoluta”, conclude Confesercenti.

