
“Si è trattato di un’annata eccezionalmente lunga e siccitosa che ha fatto registrare temperature medie superiori (anche di 10°C), per un lungo periodo, ai dati storici – aggiunge Domenico Turazza, direttore – . E’ purtroppo evidente che stiamo assistendo a un rialzo delle temperature estive. Unitamente ai danni occorsi a Mondine, rileviamo che i prelievi da Po, sono mediamente aumentati del 10 – 15 % rispetto al 2011 e così pure il volume distribuito. La forte siccità ha notevolmente limitato i prelievi, invece, da Enza e Secchia in particolare nei mesi di luglio e agosto. Complessivamente sono stati derivati oltre 210 milioni di metri cubi d’acqua a fronte di 21.863 richieste, tremila in più rispetto all’anno precedente. La rete era già invasata il 23 marzo, e in netto anticipo”.
L’utilizzo del consiglio irriguo e di Irrinet, posiziona l’agricoltura Emiliana comunque ai vertici italiani nel rapporto tra impiego e beneficio. “Tra le colture irrigate il 2012 – evidenzia Paola Zanetti, dirigente del Consorzio – rileviamo d’aver assistito a uno ‘storico’ sorpasso del mais irrigato (quasi 14.00 ettari) rispetto al prato stabile (13.600 ettari irrigati), dato deve considerarsi un indice di una tendenza in atto a livello regionale”.
Da segnalare anche che a Ferragosto, quando minore è stata la richiesta irrigua, è stato anche possibile alimentare temporaneamente il Crostolo nel tratto urbano con acqua proveniente da Secchia.
LA SOLUZIONE? UN SISTEMA DI COORDINAMENTO NEL NORD ITALIA
Siccità, attivato il Comitato
Come è stato possibile garantire l’irrigazione quando le quote del Po a Boretto avevano raggiunto, già dalla fine di giugno, livelli molto bassi, al punto di rischiare di compromettere il funzionamento delle macchine degli impianti di derivazione?
“Grazie all’attivazione – spiega Paola Zanetti – del Gruppo Tecnico i un Comitato Tecnico previsto dal Protocollo d’Intesa 8 giugno 2005 per ’Attività unitaria conoscitiva e di controllo del Bilancio Idrico’, il cui compito è proprio la prevenzione degli eventi di magra eccezionale nel bacino idrografico del Fiume Po. Eravamo rappresentati al suo interno e, a seguito di riunioni quasi settimanali, è stato possibile rappresentare le esigenze dei territori emiliani e ottenere, grazie a rilasci volontari effettuati dagli enti regolatori dei laghi, per tutto il periodo di forte siccità, portate e livelli, seppure prossimi ai minimi di funzionamento, sufficientemente stabili e tali da garantire l’approvvigionamento idrico”.
E’ così che le aree di Modena e Reggio servite dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale hanno potuto vedere soddisfatte le molte richieste irrigue in tempi brevi”.

