
”Non si è mai voluto penalizzare le imprese – ha proseguito – siamo convinti che alcune innovazioni di flessibilità non abbiano funzionato come si sarebbe voluto e hanno creato, da un lato, forme di precariato. Questa situazione – ha puntualizzato ancora – non è servita alle imprese, se si guarda la produttività negli ultimi 15 anni è stata stagnante e in alcuni anni decrescente”.
Il ministro ha osservato che ”l’intervallo” di tre mesi tra un contratto a tempo determinato e un nuovo contratto sempre a tempo determinato, ”sta creando qualche problema. Me ne rendo conto – ha aggiunto – sto ricevendo molte lettere e quindi studieremo qualche altra soluzione”.
Disponibilità a discutere ”ogni punto” della riforma con il mondo delle imprese, ma anche la convinzione che ”non si smantella” una riforma ”sulla presunzione che non funziona”. E’ quanto ha detto il ministro, indirizzando le sue parole al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. ”La disponibilita’ – ha aggiunto – e l’apertura è massima”. ”A Squinzi – ha aggiunto Fornero – dico guardiamo con molta apertura e con attenzione anche per discutere su ogni punto”.
Il ministro, registrando lo scetticismo di esperti stranieri sul funzionamento in Italia dell’apprendistato, ha sottolineato che ”ci sono tanti colleghi economisti della mia vita precedente e della mia vita prossima…”, lasciando quasi intendere il desiderio di tornare a fare l’economista una volta chiusa l’esperienza di governo.

