
Il sisma del 20 e 29 maggio, infatti, è arrivato ad aggravare una situazione che si prospettava già di grande sofferenza per le campagne, danneggiando i principali impianti per il pompaggio di acqua dai canali e chilometri di tessuto arginale in un momento in cui l’esigenza idrica era massima. Eppure, se l’impianto Pilastresi di Stellata di Bondeno è restato fermo tutta estate, l’impianto Sussidiario costruito nel 2004 proprio per far fronte ad eventi di magra eccezionale, essendo agibile e funzionante, nel periodo estivo ha sempre garantito acqua per le coltivazioni ferraresi. Ma l’emergenza non può dirsi conclusa.
“Purtroppo il lavoro di bonifica è fatto di mediazione tra eventi estremi – aggiunge il Direttore Claudio Negrini – qualche mese fa ci trovavamo a combattere contro precipitazioni scarsissime, che hanno duramente colpito le coltivazioni del nostro territorio nella stagione più siccitosa dopo il 2003, così come oggi ci troviamo a lavorare per scongiurare il rischio di allagamenti per i mesi a venire. Fortunatamente, almeno dal punto di vista del ripristino della situazione di canali e impianti a seguito del terremoto, la situazione, seppure con ritardo, si è sbloccata: stiamo iniziando i lavori grazie ai primi finanziamenti ottenuti, oltre 4 milioni di euro a fronte degli oltre 40 però necessari, per mettere mano agli interventi strutturali prioritari”.
Il direttore tecnico del Burana – Cinalberto Bertozzi – fa sapere che, proprio in questi giorni, stanno facendo i test di pompe e motori a Pilastresi, il quale, da solo, preserva dagli allagamenti 55.000 ettari di territorio tra Modena, Mantova e Ferrara. Ogni volta che piove intensamente, infatti, se non venisse pompata l’acqua dal canale delle Pilastresi al fiume Po, arriverebbe a sommergere buona parte del territorio di Bondeno e dei comuni limitrofi nelle province di Modena e Mantova.

foto dei lavori per la messa in sicurezza dell’Impianto Dogaro e per la sistemazione delle arginature al Diversivo di Burana, Loc. Quattrina di Finale Emilia

