
C’è un’Italia che vuole riannodare il filo tra politica e cultura, tra consapevolezza e responsabilità. C’è un’Italia che vuole prendersi cura dei luoghi e dei territori, mettere in sicurezza il Paese dai rischi idro-geologico e sismico, che predilige le piccole opere diffuse alle grandi opere devastanti e inutili, che punta alla riqualificazione del patrimonio edilizio e storico esistente con un consumo di suolo a bilancio nullo e all’opzione “rifiuti zero”.
C’è un’Italia che ritiene giusto ridurre i costi della classe politica e azzerarne i privilegi e gli sprechi. C’è un’Italia che distingue tra chi, quotidianamente, fa politica nelle istituzioni e nella società con idee, passione, proposte e trasparenza.
C’è un’Italia che ha scelto da che parte stare, contro la dittatura dell’austerità, dei mercati e di un’economia insostenibile, per una Europa sociale e dei popoli, per una riforma democratica della finanza e per i beni comuni.

