
Dalla Calabria alla Lombardia fino alla Svizzera. Se già altre recenti inchieste, e soprattutto il maxi-blitz ‘Crimine-Infinito’ del luglio 2010, avevano accertato che la ‘ndrangheta ormai e’ una struttura unitaria, con basi da sud a nord, l’operazione contro la cosca dei Bellocco, che complessivamente ha portato a 23 arresti, fotografa un campo d’azione ancora piu’ largo. Un profilo ”internazionale” della mafia calabrese che si somma al sempre piu’ pervasivo ”inquinamento” dell’economia e al controllo della politica.
Su una delle piu’ potenti famiglie di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, sui suoi ‘manovali’, su imprenditori collusi che gestivano una grande azienda di call center e su altri ‘colletti bianchì, si sono abbattute ben tre diverse ordinanze di custodia cautelare: due emesse dai magistrati di Reggio Calabria (tra cui quella eseguita nei confronti del “calabrese – reggiano”) e una dal Gip di Milano. Si tratta di un’inchiesta a ‘quattro teste’ coordinata dalle Dda di Milano e Reggio Calabria, dalla Procura di Palmi e dalla Procura federale di Lugano, e che ha visto in azione polizia e carabinieri e anche il Gico e la Gdf di Milano, che hanno sequestrato beni per 10 milioni di euro.

