
Più potere d’acquisto alle pensioni e più sostegno alle famiglie (con una rimodulazione dell’Imu sulla prima casa che tenga conto dei redditi) sono le richieste avanzate dai sindacati a governo e parlamento, ma anche agli amministratori locali. Sui cartelli, slogan per la redistribuzione della ricchezza e per un fisco più giusto: “Giù le mani dalle pensioni”, “Tassate la ricchezza, non la povertà”, “Meno parole e più fatti contro gli evasori”.
Da Piacenza a Rimini, delegazioni dei pensionati hanno incontrato i prefetti, a cui hanno consegnato una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Mario Monti. “Le fasce più deboli della popolazione stanno subendo sempre di più un impoverimento significativo della loro condizione economica – si legge nella lettera firmata dalle segreterie nazionali di Spi, Fnp e Uil Pensionati –. Per questo chiediamo politiche diverse, che possano favorire giustizia sociale e un concreto rilancio del potere d’acquisto delle pensioni, ulteriormente penalizzato dal blocco della rivalutazione per il 2012 e il 2013”.
I pensionati chiedono anche più risorse per gli incapienti, cioè per chi ha un reddito così basso da non poter neanche usufruire di agevolazioni fiscali, e per il welfare: “L’approvazione urgente della legge per la non autosufficienza con relativo fondo costituirebbe un gesto di civiltà per tutto il Paese e avvicinerebbe l’Italia ai grandi Paesi europei”.

